ARRETRATEZZA NELL’ATTUAZIONE DEL MANDATO POPOLARE

Durante una votazione popolare della primavera 2012, il popolo si è pronunciato a favore di una revisione della legge sui giochi in denaro. L’obiettivo era quello di regolare tutti i giochi in denaro con un’unica legge. In concreto, al centro vi erano il miglioramento della tutela dei giocatori, la tutela contro il riciclaggio di denaro e la manipolazione della concorrenza.

 

Tuttavia il Parlamento si è spinto ben oltre tale mandato popolare: nella sessione autunnale del 29 settembre 2017 il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato la revisione della legge sui giochi in denaro: con questa nuova legge il Parlamento consente soltanto ai casinò svizzeri di proporre i propri giochi anche online. Le offerte di casinò online esteri saranno gravate da un blocco di Internet e quindi non potranno più essere richiamate dalla Svizzera.

 

L’ISOLAMENTO DIGITALE DANNEGGIA LA SVIZZERA

L’economia svizzera beneficia in misura particolare del libero accesso a Internet. Il blocco di siti Internet esteri per proteggere operatori di mercato nazionali è irragionevole dal punto di vista economico. Inoltre i blocchi di rete rappresentano una pesante ingerenza nella libertà economica e d’informazione.


Decidendo a favore dei blocchi di rete in merito alla revisione della legge sui giochi in denaro, il Parlamento crea un precedente pericoloso, che spalanca le porte a ulteriori ingerenze nella libertà di Internet e che è un buon esempio di tutti gli sforzi volti semplicemente a bloccare la concorrenza sgradita in Internet. In questo caso vi è una soluzione sensata a portata di mano: l’offerta online estera deve essere integrata e le relative aziende devono essere sottoposte a regolamentazione nonché tassate. In questo modo si garantiscono entrate importanti ai Cantoni, ai giovani, allo sport e all’AVS/AI.


La legge sui giochi in denaro fa tornare indietro di anni il nostro Paese in termini di digitalizzazione e limita la nostra competitività. Pertanto i Giovani Liberali Radicali, i Giovani Verdi Liberali e i Giovani UDC uniscono le proprie forze per combattere contro questa legge invadente e arretrata, lanciando il referendum.